I am sorry

14 Luglio 2008

Ho il cervello in vacanza…


…ma non era il lunedì?

26 Giugno 2008

Ok promesso, non dico più niente anzi non scrivo più niente.
Nel post precedente non ho fatto altro che lamentarmi del lunedì, il giorno più brutto, il più impegnativo, il più disastroso.
Oggi posso affermare di aver cambiato giorno!
Il mercoledì li batte tutti, da ieri continuo a chiedermi come mai Vasco non ha scritto anche la canzone “Mercoledì”. (Che pensiero fortemente biondo che ho partorito… non ve l’ho detto che secondo me le vere bionde sono un pò svampite? Senza offesa eh! Certo l’eccezione che conferma la regola esiste, ci mancherebbe. )
In effetti, pensandoci bene il mercoledì mi ha sempre portato un pò sfiga.
Ieri ho scoperto che un over ottantenne mi trova come dire, stimolante?
L’ho scoperto mentre cercavo di liberarmi per evitare che mi “limonasse”.
Torno a casa e lo racconto a “lui” (che da oggi per comodità citerò come Negus), il quale ridacchiando afferma:  Non vorrai che vada là a dargliele, ha 86 anni cosa vuoi che faccia a quell’età.
- Non lo so e preferirei non scoprirlo… tzè.. e tra l’altro si può sapere che cazzo ridi? Io sono traumatizzata.
- Eh lo so, scusa ma sto immaginando la scena e non riesco a non ridere. Chissà se a 86 anni anche a me tirerà così.
- Vai a farti fottere!


I lunedì

23 Giugno 2008

…quelli li odio di più
non lo so, ma è così!
ODIO i LUNEDÌ
i LUNEDÌ !

Sonno, tanto sonno, troppo sonno!
Non posso che dar ragione a Vasco.
Quando stamattina è suonata la sveglia , non vi nascondo che l’ho afferrata, sollevata dal comodino e presa a morsi.
Non si spegneva più, quella maledetta ha 7 vite come i gatti!!!
Sono oberata di lavoro ma i miei neuroni non hanno nessuna intenzione di connettere.
Ho la scrivania invasa da scartofie che potrei quasi usare come materasso.
Non riesco a capire come possa il mio direttore essere così lucido di lunedì mattina.
Niryal, hai visto questa pratica? Te l’ho poggiata sulla scrivania.
Riesci ad evadere la pratica xxx prima di mezzogiorno?
Il mio collega non ha fatto nemmeno una pausa sigaretta sono preoccupata, io ne ho fatte già tre e sono appena le 10.30 del mattino.
Oggi l’abbinamento caffè-nicotina non funge.
Voglio un letto.


Anche le donne possono o perlomeno ci provano.

18 Giugno 2008

Ehi T. era vuoto?
Cosa Niryal? (intenta alla guida)
Il carro funebre, quello che c’è appena passato accanto. Con questi modelli nuovi non riesci più a guardare bene dentro.
Ah! Non l’ho proprio visto.
T. mi spieghi cosa stai facendo?
Mi tocco le balle lo stesso, per scaramanzia.
o.O le balle??? E dove le hai, scusa?
ehm in effetti non le ho… ma sai è questione di abitudine.


Ci vuole calma e sangue freddo 3

13 Giugno 2008

Parte prima 
Parte seconda

Non ce la posso fare! E’ quello che esclamo alla vista dei due alla finestra.
Ci consegnano la chiave della camera anche la nostra è al 5° piano, ve l’ho detto che ci vuole culo nella vita, si?
In ascensore continuo a ripetergli che me ne voglio andare perchè la mia vocina mi dice che mi incazzerò parecchio.
“Lui” mi invita a stare tranquilla, perchè io prendo le cose troppo di petto ma “lui” non sa che la mia vocina non sbaglia mai.
La camera è stupenda, pulitissima, vista mare, spaziosa, bagno grande.
Amore, se le camere ardenti sono tutte così, voglio morire adesso!
Sferro il colpo, “lui” sorride senza dir nulla.
Raduno nella hall per decidere il da farsi.
Noi proponiamo un giro perlustrativo del paese con pranzo in una di quelle tipiche locande.
Loro, guida michelin dei ristoranti e navigatore alla mano alla ricerca del locale più rinomato della zona a non so quante forchette di merito.
E’ inutile dirvi che ad avere la meglio sono stati loro, cucina schifosa e conto salato.
Non contenti, ripropongono la cosa anche per cena.
Ero assatanata.
“Lui” mi trascina in un angolo e con fare mooooolto dolce, mi promette per l’indomani un’uscita a due: IO&LUI SOLI.
Non riesco a tirarmi indietro, “lui” sa sempre come prendermi: …e cena sia!
Usciamo dall’albergo, noi in tenuta casual da sera, loro in bermuda e ciabatte mode passeggiata sulla spiaggia.
Vabbè, non posso rompere le balle anche su questo!
Dopo un paio d’ore (e non esagero) di ricerca, finalmente trovano il tanto decantato ristorante.
Scegliamo un menù a base di pesce, lei ordina un vino bianco annata 2003 lo assaggia ed esclama “questo vino sa di tappo!”.
Adesso io dico, sei in un ristorante di categoria con addosso i pinocchietti e la canotta da spiaggia e hai il coraggio di dire al cameriere che il vino sa di tappo?
Sarò esagerata ma la sottoscritta avrebbe voluto sprofondare.
Finita la cena il mio “Lui” gentilmente comunica che per la continuazione della serata  avrebbe gradito una passeggiata da solo con me e che purtroppo il giorno dopo non saremmo stati in loro compagnia.
L’ho adorato quell’uomo e continuo ad adorarlo sempre di più.

the end.


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