Archivi per la categoria 'Disavventure'.

Il mio nome è fortunella

28 Ottobre 2008

Dovrei scrivere, è un pò che lo ripeto.
Il vero problema è che non ne ho voglia.
Non ho nulla da raccontarvi? No, forse ho troppo… ed è proprio questo troppo che in un certo senso mi blocca.
A casa tutto bene, l’uomo resiste.
A dirla tutta mi avrebbe mollato il giorno del mio compleanno.
La storia è un pò lunga da raccontare, perciò arrivo subito  al sodo;  stavo rincasando con una mia amica dopo un luuuungo aperitivo.
Nell’accorgermi che l’uscio era aperto e lui a casa non c’era in quanto  la sua macchina non era in cortile, ho tirato giù un porcone da paura.
Il fatto è che non appena ho varcato la porta, mi son trovata davanti LUI e TUTTI i miei amici.
Mentre gli altri urlavano AUGURIIIIIII, lui mi urlava TI MOLLOOOOOOO!!!
Sappiate però che a tutto c’è una spiegazione… mica m’incazzo per niente io, questo però ve lo spiego la prossima volta và… che adesso devo preparar cena altrimenti “quello” mi molla davvero eheheheheh

Il rientro

24 Settembre 2008

E’ già un mese che sono rientrata dalle ferie, ormai non le ricordo quasi più.
Quei giorni, sembrano così lontani che se mi soffermo a pensare mi viene il magone.
Dire che il rientro è stato traumatico è dire veramente poco.
La scrivania ha sofferto la mia assenza, completamente sommersa da scartoffie è rimasta in apnea per un bel po’ di giorni, il tempo necessario per smaltire il tutto.
Questo è l’inconveniente per chi lavora in un’azienda che non chiude mai.
Per non parlare delle scadenze (dichiarazioni iva, stipendi,  etc  etc) , il mondo amministrativo  a volte, è una gran rottura di balle.
Ho provato a sostenere un colloquio per fare l’ operaia, mi hanno detto che non avevo le competenze nel campo.
Così il mio sogno di cambiare mestiere è andato in frantumi.
In realtà,  è che dopo 7 anni sono stufa di fare la contabile perché sono sempre le solite cose per non parlare delle responsabilità e delle rogne che ti danno i dipendenti,  non gli va mai bene nulla.
Io sono sempre la stessa, corro tutto il giorno.
Mi divido tra il lavoro, la casa, la piscina, gli amici ed il tempo non basta mai.
Ah!  Gli amici!!! Se non ci fossero loro…
T:  Niryal, sei sicura che è questa la strada?
Niryal: sicurissima!!!
T:  ma è chiusa??? Non ha sbocchi!!!
Niryal: ehm.. si.. ma tu sali sul marciapiede, non preoccuparti.
T: ma non ci passo!!!
Niryal: hai una seicento in mano, mica un ferrari!

Dopo aver percorso in macchina un tratto di marciapiede
T: gli sbirriiiiii, Niryal gli sbiriiiiiiii adesso mi ritirano la patente!!!
Niryal: infilati qui, presto infilati quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Fu così che presero contromano la corsia del Mc Drive, sotto gli occhi sbarrati dei presenti e della commessa che consegnava i panini.

Ci vuole calma e sangue freddo 3

13 Giugno 2008

Parte prima 
Parte seconda

Non ce la posso fare! E’ quello che esclamo alla vista dei due alla finestra.
Ci consegnano la chiave della camera anche la nostra è al 5° piano, ve l’ho detto che ci vuole culo nella vita, si?
In ascensore continuo a ripetergli che me ne voglio andare perchè la mia vocina mi dice che mi incazzerò parecchio.
“Lui” mi invita a stare tranquilla, perchè io prendo le cose troppo di petto ma “lui” non sa che la mia vocina non sbaglia mai.
La camera è stupenda, pulitissima, vista mare, spaziosa, bagno grande.
Amore, se le camere ardenti sono tutte così, voglio morire adesso!
Sferro il colpo, “lui” sorride senza dir nulla.
Raduno nella hall per decidere il da farsi.
Noi proponiamo un giro perlustrativo del paese con pranzo in una di quelle tipiche locande.
Loro, guida michelin dei ristoranti e navigatore alla mano alla ricerca del locale più rinomato della zona a non so quante forchette di merito.
E’ inutile dirvi che ad avere la meglio sono stati loro, cucina schifosa e conto salato.
Non contenti, ripropongono la cosa anche per cena.
Ero assatanata.
“Lui” mi trascina in un angolo e con fare mooooolto dolce, mi promette per l’indomani un’uscita a due: IO&LUI SOLI.
Non riesco a tirarmi indietro, “lui” sa sempre come prendermi: …e cena sia!
Usciamo dall’albergo, noi in tenuta casual da sera, loro in bermuda e ciabatte mode passeggiata sulla spiaggia.
Vabbè, non posso rompere le balle anche su questo!
Dopo un paio d’ore (e non esagero) di ricerca, finalmente trovano il tanto decantato ristorante.
Scegliamo un menù a base di pesce, lei ordina un vino bianco annata 2003 lo assaggia ed esclama “questo vino sa di tappo!”.
Adesso io dico, sei in un ristorante di categoria con addosso i pinocchietti e la canotta da spiaggia e hai il coraggio di dire al cameriere che il vino sa di tappo?
Sarò esagerata ma la sottoscritta avrebbe voluto sprofondare.
Finita la cena il mio “Lui” gentilmente comunica che per la continuazione della serata  avrebbe gradito una passeggiata da solo con me e che purtroppo il giorno dopo non saremmo stati in loro compagnia.
L’ho adorato quell’uomo e continuo ad adorarlo sempre di più.

the end.

Ci vuole calma e sangue freddo 2

6 Giugno 2008

Puntata precedente

Nel bel mezzo del viaggio trilla il telefono è il suo amico, vuole sapere dove siamo.
“Lui” (che si fida ciecamente di me) gli chiede “Com’è l’albergo?”, l’amico prontamente risponde “hai presente una camera ardente? Beh..uguale!”
“Come una camera ardente?”
Io associo la parola albergo a camera ardente e mi sento male, guardo “lui” ed in un attimo perdo tutto il paonazzo che da qualche giorno mi faceva compagnia per assumere un bianco cadaverico e rimanere così in tema mortuario.
“Lui” chiude la telefonata e gentilmente mi chiede dove cazzo ho prenotato.
Io, affetta da una forma di balbuzia improvvisa spiego che dalle foto del sito l’albergo non assomigliava affatto ad una camera ardente.
“Lui” tace ma ha l’aria pensierosa, io taccio e basta.
Arriviamo a destinazione, l’albergo è collocato nella zona centrale del paese.
Un grosso cancello automatico si apre al nostro arrivo, percorriamo il breve vialetto e parcheggiamo.
Tutto il parcheggio e tre lati dell’albergo sono circondati da un bellissimo giardino secolare.
Sotto ogni albero dal tronco enorme sono collocate panchine e sdraio.
Sottopongo all’ attenzione di “lui”che l’esterno è decisamente meglio di come si mostrava in foto.
Ad un certo punto sentiamo un forte fischio provenire dall’albergo.
Alziamo gli occhi e affacciato ad una finestra del 5° piano, il suo amico e la sua compagna che salutano e sgambettano come bimbini di prima elementare.

to be continued..

Ci vuole calma e sangue freddo.

3 Giugno 2008

Per il week end lungo opto per la Toscana, precisamente una località di mare sulla costa degli etruschi.
Tra la ricerca dell’albergo e tutto ciò che ne comporta giungo ad una scelta dopo un paio di settimane di ricerca.
Soddisfatta prenoto e per il momento trasferisco sulla spiaggia solo il pensiero, ad oziare sotto l’ombrellone blu gentilmente omaggiato dall’albergo.
Il giorno della partenza è alle porte quando chiama un amico di “lui”, che vuol sapere cosa si farà di bello il fine settimana.
Lui prontamente risponde che si va in vacanza.
L’altro entusiasto dell’idea si autoinvita e chiede informazioni sull’albergo prenotato.
Lui balbetta, mi guarda ed a me sovviene un mezzo infarto.
Ormai non c’è più nulla da fare, il guaio è fatto ha pronunciato già il nome dell’Hotel.
L’unica speranza è che l’albergo sia al completo.
Nella vita ci vuole culo e stavolta ad avercelo son stati loro che prenotano l’unica camera ancora libera e partono anche un giorno prima.
Il paonazzo sul mio viso non è andato via nemmeno con gli impacchi di acqua ossigenata.
Sabato mattina preparo la valigia e ci mettiamo in viaggio, durante il tragitto continuo a ripetere “andrà tutto bene, sìsì ci divertiremo, ci riposeremo, vedremo posti nuovi, il sole, il mare, la buona cucina..”.
“Lui” mi sorride e mi assicura che sarà proprio come l’ho immaginato.

to be continued…

Chiudi
Invia e-mail