Ci vuole calma e sangue freddo 2
6 Giugno 2008Nel bel mezzo del viaggio trilla il telefono è il suo amico, vuole sapere dove siamo.
“Lui” (che si fida ciecamente di me) gli chiede “Com’è l’albergo?”, l’amico prontamente risponde “hai presente una camera ardente? Beh..uguale!”
“Come una camera ardente?”
Io associo la parola albergo a camera ardente e mi sento male, guardo “lui” ed in un attimo perdo tutto il paonazzo che da qualche giorno mi faceva compagnia per assumere un bianco cadaverico e rimanere così in tema mortuario.
“Lui” chiude la telefonata e gentilmente mi chiede dove cazzo ho prenotato.
Io, affetta da una forma di balbuzia improvvisa spiego che dalle foto del sito l’albergo non assomigliava affatto ad una camera ardente.
“Lui” tace ma ha l’aria pensierosa, io taccio e basta.
Arriviamo a destinazione, l’albergo è collocato nella zona centrale del paese.
Un grosso cancello automatico si apre al nostro arrivo, percorriamo il breve vialetto e parcheggiamo.
Tutto il parcheggio e tre lati dell’albergo sono circondati da un bellissimo giardino secolare.
Sotto ogni albero dal tronco enorme sono collocate panchine e sdraio.
Sottopongo all’ attenzione di “lui”che l’esterno è decisamente meglio di come si mostrava in foto.
Ad un certo punto sentiamo un forte fischio provenire dall’albergo.
Alziamo gli occhi e affacciato ad una finestra del 5° piano, il suo amico e la sua compagna che salutano e sgambettano come bimbini di prima elementare.
to be continued..
6 Giugno 2008 alle 19:13
Ossignur!!!! Un forte fischio??? eh eh eh…curioso curioso
9 Giugno 2008 alle 10:04
cavolo!!! neanche il tempo di arrivare e vi avevano già placcati!
(ma che scatole!)
9 Giugno 2008 alle 10:25
… e il meglio deve ancora venire… giusto?!
9 Giugno 2008 alle 18:31
Uhm… In albergo… Due coppie… Tumulti adolescenziali… Chissà cosa c’è sotto…
10 Giugno 2008 alle 09:29
Aiuto! Credo che sarei scappata con una scusa, mamma mia che ansia!